I nadorcott: cosa sono e come usarli in cucina

Manca poco alla stagione dei nadorcott, una speciale variante dei mandarini dal gusto succoso e gradevole. Questi particolari tipi di agrumi, prodotti in origine in Marocco, stanno riscuotendo un successo sempre maggiore e da qualche anno la produzione è arrivata anche in Italia grazie a degli speciali accordi. 

I nadorcott sono dei mandarini senza semi che presentano una buccia liscia – per cui risulta molto facile pelarli – una forma schiacciata e un colore arancio intenso: il loro sapore è ottimamente equilibrato tra zuccheri e acidità. 

Nei seguenti paragrafi andremo a vedere come questi speciali mandarini hanno progressivamente fatto breccia in molti palati e le loro caratteristiche principali nonché gli usi consigliati in cucina e la nascita della loro produzione anche nel nostro paese. 

Una variante dei mandarini: le principali caratteristiche dei nadorcott

Non un semplice mandarino: i nadorcott, conosciuti anche come afourer, hanno conquistato tutti grazie al loro sapore delizioso che va bene per ogni palato. Questa speciale variante di agrume, infatti, presenta un gusto succoso e gradevole per il consumo fresco, reso tale grazie al perfetto equilibrio tra zuccheri e acidità nella sua composizione – essi presentano tra i 12 e i 14 gradi brix. Gli aspetti che li distinguono dagli altri tipi di mandarancio è l’assenza di semi al loro interno – caratteristica sempre più centrale nel mercato agricolo di oggi – e una buccia completamente liscia che li rendono easy peeler ovvero facili da sbucciare

La stagione florida per i nadorcott è riconducibile ai primi mesi dell’anno, da gennaio ad aprile, e vantano una resa altamente produttiva anche per gli alberi più giovani; in particolare, ogni albero può arrivare a produrre fino a 100 kg di frutta tanto che può risultare necessaria la legatura dei rami per evitare che si spezzino sotto il carico. La loro maturazione è medio-tardiva. Uno degli aspetti più apprezzati dei nadorcott è senz’altro rappresentato dalla loro lunga conservabilità, che sia in frigo o a temperatura ambiente, poiché possono essere consumati anche un mese dopo averli acquistati. 

Dal Marocco a oggi: storia del mandarino “afourer”

Conosciuti anche con il nome di afourer, i nadorcott presentano una tradizione agricola che trae le sue origini in Marocco. La prima testimonianza di questa variante di agrume è datata 1963 quando la Inra di Afourer (città marocchina, situata nella regione di Béni Mellal-Khénifra, da cui prendono il nome questi mandarini) isolò una mutazione spontanea del mandarino Murcott (mandarino tardivo dalla buccia molto sottile e aderente alla polpa). 

In occasione della Fiera di Nizza del 1990 si ebbe la prima produzione sperimentale di nadorcott ad opera della Agafyr, azienda agricola di Marrakech. Dal 1995 questi mandarini sono coperti da brevetto della Community Plant Variety Office e vengono prodotti in accordo con la Casa Reale del Marocco. 

I dati riguardanti la produzione attuale di nadorcott indicano come in Spagna si sia giunti ad un quantitativo notevole per la stagione 2020/21 superando le 200 mila tonnellate e risultando la varietà di mandarino più diffusa nel paese iberico. 

Purtroppo, negli ultimi mesi, si sono verificati anche dei bruschi rallentamenti della produzione in Marocco, paese di origine dei nadorcott; i motivi sono ben noti e vanno ricondotti alla persistente siccità che ha colpito il paese nordafricano negli ultimi mesi. Un forte calo si è registrato, in particolare, nella regione di Houara – vicino ad Agadir: viene stimato, infatti, fino a un 60% in meno del volume di nadorcott come confermato dal direttore di un’azienda agricola nella regione di Agadir. La mancanza di risorse idriche è accompagnata, come prevedibile, da un rincaro dei costi di produzione e trasporto; situazione difficile accentuata dalla crisi in corso nell’Europa orientale (la Russia è uno dei clienti più importanti per l’export di nadorcott). Fortunatamente altre zone del Marocco hanno sofferto meno le conseguenze della siccità e hanno ripreso un volume accettabile di produzione – uno di questi casi è la regione di Aoulouz.

La produzione in Italia

Da diversi anni la produzione di nadorcott è disponibile anche in Italia grazie ad uno storico accordo di esclusiva firmato nel 2014 tra la Giuliano Puglia Fruit, organizzazione di produttori ortofrutticoli con sede a Turi, e la Casa Reale del Marocco. L’azienda dei fratelli Giuliano detiene così l’esclusiva sulla produzione di questi speciali mandarini nel nostro paese: in questi anni la superficie di ettari coltivati è via via aumentata e nel periodo tra febbraio e aprile la presenza dei nadorcott ha consentito di riempire un vuoto che aveva caratterizzato l’offerta italiana sugli scaffali delle vendite. 

Che la produzione di nadorcott in Italia stia procedendo a ritmi più che soddisfacenti in questi anni lo testimonia lo stesso Nicola Giuliano, uno dei proprietari dell’organizzazione di produttori pugliese, affermando come la diffusione del prodotto si renderà protagonista non solo dentro i confini nazionali: “Siamo in piena fase di espansione produttiva e commerciale. Eccezionale la qualità, ottima la risposta del mercato. I quantitativi sono già sufficienti a soddisfare e ad aprire questo nuovo segmento dell’agrumicoltura italiana. Nei prossimi anni andranno in produzione impianti di recente costituzione ed altri sono già programmati. In futuro, pertanto, saremo in grado di soddisfare tutte le esigenze dei mercati, anche internazionali”.

I produttori sul territorio italiano vengono selezionati da un gruppo di esperti agronomi, autorizzati dalla Giuliano Puglia Fruit O.P., che sono invitati al rispetto della privativa internazionale.

I nadorcott a tavola

Le clementine nadorcott possono essere impiegate a tavola in diversi momenti della giornata grazie al loro delizioso sapore, più dolce di un normale mandarino: l’elevato contenuto zuccherino e la sua acidità costituiscono un mix perfetto per il palato. 

Il dolce sapore dei nadorcott ne rende ideale il consumo in diversi momenti della giornata: può essere mangiato al naturale per un dolce a fine pasto o per degli spuntini nelle pause del corso della giornata. Questi mandarini sono adatti anche a colazione e la loro dolcezza viene messa in risalto, in particolare, nei müesli. Un altro piatto consigliato per far risaltare ancor di più il sapore dei nadorcott sono le insalate a base di pollame

Le occasioni per gustarsi un dolcissimo nadorcott nel corso della giornata non mancano. Manca ormai poco alla stagione di questi mandarini così facili da sbucciare. 

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