Moringa: alla scoperta del superfood dell’anno

Non ci sono dubbi: la moringa è il superfood dell’anno.

Arrivata da lontano, la moringa è diventata negli ultimi anni un alimento sempre più utilizzato anche in Occidente, compreso il nostro Paese. La moringa viene sfruttata in innumerevoli modi: come condimento, per tisane e infusi, come integratore, nella cosmetica, addirittura come purificatore di acque. Una pianta che, grazie alla sua versatilità, sta conquistando sempre più spazio all’interno della nostra cultura.

Nell’articolo di oggi andremo a scoprire che cos’è la moringa, quali sono le sue principali proprietà benefiche, e come utilizzarla nella cucina del tuo ristorante.

Che cos’è la moringa

La moringa oleifera è una pianta appartenente alla famiglia delle Moringacee, conosciuta anche con i nomi di albero del rafano o albero delle bacchette, derivante dalla peculiare forma dei suoi frutti (in inglese, drumstick tree).

La moringa è originaria della zona nord-orientale del subcontinente indiano, che nel tempo si è diffusa poi nelle regioni tropicali e subtropicali del continente africano, del sud-est asiatico, nell’America Latina e nelle isole dei Caraibi.

Questa pianta era già conosciuta nell’antichità, in Egitto, in Grecia e poi nel mondo romano. Leggenda vuole che i guerrieri Maurian bloccarono l’esercito di Alessandro Magno proprio grazie alla forza che avevano sviluppato ingerendo quotidianamente un estratto di foglie di moringa. Naturalmente non sappiamo quanto ciò possa essere vero, ma la storia ci indica come fosse diffuso il suo utilizzo e conosciute le sue capacità nutritive, e non solo.

In India, la moringa è stata infatti da sempre sfruttata per le sue proprietà benefiche nella medicina popolare, un uso che poi si è esteso anche nelle altre regioni in cui si è diffusa. Proprio per questo viene chiamata spesso anche “albero miracoloso” (o “albero dei miracoli”). Questo appellativo potrebbe essere riferito anche ad altre capacità della moringa, in particolare quella di nascere e svilupparsi in condizioni ambientali e climatiche particolarmente sfavorevoli per le altre piante, come zone caratterizzate da siccità o da terreni poveri.

Ma la moringa, che può arrivare anche a un’altezza di dieci metri, viene utilizzata anche per l’alimentazione: della pianta infatti si sfruttano tutte le sue parti, dalle foglie ai fiori, dai frutti (ossia i baccelli) ai semi, fino alla corteccia e alle radici.

Vediamo ora quali sono le principali proprietà benefiche della moringa, che, insieme al suo particolare gusto, ne hanno fatto il superfood del 2022.

Le proprietà benefiche della moringa

La moringa presenta un altissimo valore nutrizionale. Questa incredibile pianta è infatti ricca di:

  • Proteine, presenti in particolare nelle foglie;
  • Acidi grassi;
  • Vitamine;
  • Minerali (in particolare calcio, ferro, potassio, magnesio, manganese e zinco);
  • Fenoli e steroli vegetali;
  • Flavonoidi e isotiocianati.

Proprio per queste sue caratteristiche, dalla fine degli anni Novanta il WHO, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha indicato la moringa come un importante integratore alimentare per combattere il flagello della malnutrizione, che affligge ancora vaste zone del pianeta.

Poiché tutte le sue parti sono edibili, e crescendo anche durante a stagione secca, quando quindi è difficile reperire gli altri vegetali, la moringa consente un consumo costante durante tutto l’anno.

In tal senso, fanno ben sperare per il futuro alcuni casi di aumento di peso in bambini malnutriti (in Burkina Faso e in India) a seguito dell’introduzione della moringa nella loro dieta.

Una particolare proprietà di questa pianta è quella di favorire la gettata lattea nelle donne in allattamento. Tuttavia, è fortemente sconsigliato il consumo durante la gravidanza, in quanto sono state riscontrate capacità abortive alle radici. In ogni caso, che si tratti di radici, foglie o altre parti, per le donne incinta è meglio sempre chiedere il parere del proprio medico.

In generale, alla moringa vengono attribuite capacità

  • Antibiotiche;
  • Antimicotiche;
  • Antinfiammatorie;
  • Antiossidanti;
  • Diuretiche;
  • Antitumorali;
  • di contrasto alla pressione alta;
  • antitumorali.

Gli studi non escludono, anzi, le proprietà benefiche da sempre riconosciute a questa pianta dalla medicina tradizionale, ma servono ancora conferme per poterla utilizzare in modo sistematico per trattamenti terapeutici.

La moringa è poi una pianta “amica” dell’ambiente: la farina derivata da suoi semi infatti riesce ad assorbire batteri e contaminanti (come per esempio i metalli pesanti) che vengono racchiusi in “fiocchi” i quali, depositandosi sul fondo, sono molto più facilmente eliminati. Non è un caso che nella Valle del Nilo la moringa venga chiamata anche “albero che purifica”.

Come sfruttarla in cucina

Come abbiamo già detto, della moringa si possono utilizzare tutte le sue parti, non solo per i suoi benefici sull’organismo. Questa pianta infatti può essere sfruttata anche in cucina, con un duplice risultato: offrire ai propri clienti un piatto che presenti capacità nutritive e benefiche, e allo stesso tempo che sia molto gustoso e con un tocco di “esotico”. La moringa è caratterizzata infatti da un sapore leggermente piccante, che non risulta spiacevole ma che al contrario regala un retrogusto gradevole e particolare.

Sicuramente le foglie sono la parte che maggiormente si presta all’utilizzo in cucina, in modi diversi e versatili. Questa parte può essere infatti cucinata (un po’alla stessa maniera degli spinaci), ottima quindi come contorno, oppure lasciate crude, e abbinate ad altre verdure come carote, spinaci, rucola, radicchio, per creare qualcosa diverso dalla solita insalata, che possa colpire la fantasia dei vostri clienti. 

Un’altra possibilità è quella di fare essiccare le foglie (o comprarle già così), per poi sbriciolarle o polverizzarle per condire salse, zuppe, minestre, ma non solo. Nelle Maldive, per esempio, vengono fritte, e accompagnare da patate, tonno, cipolle e peperoncini secchi. Se si vuole introdurre un po’di esoticità nel proprio ristorante, questa ricetta può essere un buono spunto. Oppure, per chi è amante delle contaminazioni, un’idea è quella di fare un pesto alla moringa, ossia partire dalla base di quello tradizionale aggiungendo le foglie della moringa. Una proposta che farà storcere il naso agli integralisti della tradizione culinaria italiana, ma che incontrerà sicuramente il favore di chi è più propenso a sperimentare gusti e sapori.

Inoltre, dalle foglie si ricavano anche tè e infusi, molto particolari nell’odoro e nel sapore, che possono rappresentare una soluzione originale per chi nel proprio locale offre anche questo tipo di bevande.

Un’altra parte da utilizzare sono i frutti della moringa (ossia i baccelli), che vengono bolliti alla stregua di fagioli e piselli, e utilizzati come contorno, sia per piatti a base di carne che di pesce.

In ultimo, un’altra soluzione tanto semplice quanto deliziosa, è quella di far seccare le radici per poi tritarle (come si fa con i peperoncini) su qualsiasi portata in cui si possa abbinare il gusto leggermente piccante della moringa, aromatizzando i propri piatti in maniera davvero originale.

Insomma, la moringa ha tutte le carte in regola per essere considerata un vero e proprio superfood: grandi capacità benefiche e nutrienti, reperibilità durante tutto l’anno, utilizzo di tutte le sue parti, sapore particolare e gustoso. Chi gestisce un’attività di ristorazione sa dell’importanza di essere sempre al passo con le tendenze del momento, per soddisfare i gusti di una clientela sempre più orientata verso il giusto mix tra genuinità, gusto, qualità.

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