Consigli per adattare il proprio menu ai servizi di delivery

Per un’attività di ristorazione dotarsi di un servizio di delivery è sempre più importante al fine di intercettare una clientela molto più ampia; inoltre, dopo l’emergenza Coronavirus si è visto quanto sia indispensabile farsi trovare pronti anche con le consegne a domicilio. 

Lanciare un servizio di delivery, però, non è un’azione apparentemente così facile: non basta infatti una semplice riproposizione del proprio menù tale e quale per le consegne a domicilio senza fare dei necessari accorgimenti e senza intervenire sui propri processi organizzativi, dallo staff alle attività di comunicazione.

Ottenere dei risultati positivi con le consegne a domicilio viene reso possibile soltanto se si riesce ad adattare il proprio menu ai servizi di delivery. Gli stessi piatti che vengono serviti ai tavoli non sempre vanno bene anche per le consegne ma è opportuno attuare delle modifiche a seconda dei casi. Per questo andremo ora a vedere quali sono i consigli da seguire per non farsi trovare impreparati se si decide di lanciare un servizio di delivery per la propria attività di ristorazione. 

L’importanza dei servizi di delivery per un ristorante

Le abitudini dei consumatori, con il passare del tempo, sono cambiate e non si può far finta di non accorgersene. Sempre più persone decidono di ordinare del cibo per farselo recapitare direttamente alla propria abitazione e la pandemia, con tutti i problemi e le restrizioni che ne sono derivate negli ultimi due anni, non ha fatto che incentivare questa tendenza.

Stare al passo con i tempi, quindi, si rivela di fondamentale importanza per i ristoranti alle prese con nuovi metodi di vendita e consegna. Per fotografare questa tendenza è utile riprendere quanto affermato da Daniele Contini, country manager di Just Eat Italia (una delle piattaforme più note per le prenotazioni di food delivery) secondo cui la percezione del food delivery sia molto cambiata durante e dopo l’emergenza Coronavirus: “su 30mila clienti intervistati, il 90% lo ha ritenuto un servizio essenziale; ristoranti compresi.”

E sono proprio le piattaforme delivery come Just Eat, Deliveroo, Glovo o Uber Eats ad essere degli importanti alleati per percorrere questo servizio: affidarsi a tali piattaforme permette di rendere le consegne più efficienti e di acquisire una maggiore visibilità. 

Il delivery sembra ormai un aspetto del quale i ristoratori non possono fare più a meno se intendono raggiungere importanti risultati di vendita e adeguarsi ai tempi che corrono. 

Un menu per il food delivery: consigli da seguire

Aprire un servizio di delivery non significa solo riproporre lo stesso menu del proprio ristorante anche per le consegne a domicilio.

A dire il vero, non sempre i piatti che vengono proposti ai clienti nel proprio locale si sposano con la propria offerta di delivery: questo perché ce ne sono diversi non adatti ad essere trasportati e rischierebbero di rovinarsi durante il tragitto. I piatti dell’offerta delivery devono essere preparati in maniera più semplice e adatta per il trasporto.

Bisogna, infatti, tenere a mente che molti piatti rischiano di finire inzuppati o annacquati durante lo spostamento o di non presentarsi all’arrivo nello stato in cui era stato originariamente preparato in cucina. Per ovviare a quest’ultimo problema è necessario assicurarsi che i vari ingredienti utilizzati per il piatto non finiscano per mischiarsi troppo nel corso del tragitto rendendolo irriconoscibile agli occhi del cliente, magari separando salsa e condimenti. Ricordiamo che anche il modo in cui viene presentato il prodotto alla persona che lo ha ordinato non va affatto trascurato: un aspetto diverso dalle attese o comunque danneggiato dagli spostamenti rischia di lasciare delusione al cliente anche in ottica di acquisti futuri. 

Per evitare spiacevoli sorprese in questo senso è utile anche fare molta attenzione al tipo di confezionamento utilizzato. Un buon packaging, infatti, consente di mettere al sicuro il prodotto trasportato: è molto probabile che l’imballaggio necessario per i prodotti da asporto non segua lo stesso criterio dell’impiattamento a cui si fa ricorso per servire quello stesso prodotto all’interno del locale.

È necessario quindi ricorrere ai contenitori adatti per il trasporto e dalle giuste dimensioni, ed è importante scegliere gli imballaggi giusti affinché i cibi trasportati mantengano intatta la loro umidità e temperatura evitando così di finire inzuppati (discorso che vale specialmente per i cibi caldi). 

Va da sé che il menu deve subire qualche cambiamento per l’offerta delivery: non tutti i piatti serviti nel locale possono essere consegnati tramite il take-away senza accorgimenti. È consigliabile, inoltre, semplificare le voci del menu: i clienti potrebbero decidere di non impiegare troppo tempo a consultare la lista di piatti disponibili e sono alla ricerca di comunicazioni semplici e immediate.  

L’ottimizzazione dei tempi di consegna

Uno degli aspetti più importanti per la buona riuscita del servizio di delivery è ottimizzare i tempi per la preparazione dei piatti e per la consegna. Come per i clienti al tavolo, ancora più importante è non far attendere troppo le persone che hanno ordinato del cibo da casa. Lunghe attese potrebbero indurre il cliente deluso a rivolgersi altrove la prossima volta, soprattutto se il piatto arriva in condizioni indesiderate come abbiamo scritto poco sopra.

Ribadiamo che far arrivare un piatto nelle condizioni ideali è uno degli aspetti assolutamente da non sbagliare ma per far ciò non basta solo un adeguato imballaggio o separare le salse e i condimenti. Diversi piatti hanno un processo di cottura che continua anche dopo il confezionamento (prendiamo il caso di vari tipi di carne): ne consegue che il tempo di preparazione in cucina deve tenere conto anche del tempo impiegato per il tragitto fino alla destinazione finale, in caso contrario si rischia di portare al cliente un piatto con una cottura o una consistenza diversa da quella desiderata.

Il tragitto per la consegna, dunque, deve essere compreso nel tempo totale di cottura. 

Adeguare l’organizzazione al servizio di delivery: dal personale al marketing

Assicurare veloci tempi per la consegna passa anche per la dotazione di personale sufficiente. Bisogna quindi accertarsi di disporre di un numero di autisti adeguato a coprire le varie richieste che arriveranno durante la giornata e a seconda del raggio di consegna previsto.

A tal proposito è consigliabile non coprire un raggio di troppi chilometri dal proprio locale per evitare tempi di consegna troppo lunghi. Per non farsi trovare impreparati, è bene avere il pieno controllo sulla quantità a disposizione di dipendenti addetti alle consegne non escludendo un ricorso a società esterne in concomitanza con i periodi che presentano solitamente maggiori prenotazioni. 

Anche il marketing vuole la sua parte. Può essere d’aiuto, per avere la meglio sulla concorrenza sempre più vasta, pubblicizzare delle offerte speciali, ad esempio, per i clienti alla prima ordinazione (uno sconto sulla prenotazione), oppure un dolce/bevanda in omaggio per ordini superiori ad una certa cifra o ancora offerte come il 2×1 e altro ancora. 

La presenza online è fondamentale poiché la maggior parte dei clienti che decide di ordinare cibo da casa inizia da una ricerca sul web: bisogna rendere quindi interessante la propria offerta su siti e pagine social attraverso delle informazioni chiare e semplici e magari con immagini accattivanti. 

Infine, un errore da non commettere mai: quello di non aggiornare costantemente il proprio menu on line sulla base degli ingredienti a disposizione. Se sappiamo che un determinato piatto non può essere preparato per la mancanza del materiale necessario è bene rimuoverlo dall’elenco: non c’è niente di più deludente per il cliente di venire a sapere di non poter mangiare ciò che ha scelto inizialmente!

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