Chinottissimo: la nuova sfida della famiglia Neri

Era il 1949 quando Pietro Neri inventò una ricetta per una nuova bevanda che sarebbe diventata subito una delle più rinomate in Italia e all’estero: il Chin8 Neri.

A distanza di più di settant’anni, Simone Neri, nipote dello storico fondatore dell’azienda di famiglia, innova la tradizione con Chinottissimo, una nuova bibita che punta a rilanciare lo storico marchio grazie alla ricetta originale, rimasta per decenni nelle mani della famiglia Neri.

Scopriamo insieme qualcosa in più su questa nuova avventura della famiglia Neri, che da decenni rappresenta un modello di qualità nel campo del food & beverage, ripercorrendo insieme alcuni momenti significativi della storia del Chin8 Neri.

Dal chinotto al Chin8 Neri

Il chinotto è un estratto del Citrus myrtfolia, un agrume che cresce sulle coste tirreniche dell’Italia, diffuso in particolare in Liguria, Sicilia, Toscana e Calabria. La sua origine è assai incerta. Una prima ipotesi è che provenga dalla Cina, da cui deriverebbe il nome, e che sia stato importato in Europa tra il XVI e il XVII secolo. Altri ricercatori sostengono invece che si tratti di una pianta mediterranea, nata da una mutazione dell’arancio amaro.

La bevanda che se ne ricava ha un caratteristico colore scuro (molto simile alla Coca Cola), con un gusto allo stesso tempo amarognolo e dolciastro. Il chinotto è analcolico, ma questo non significa non si possa usare per ottenere gustosi cocktail, ideali per un aperitivo ma anche per un dopocena. Del resto, durante la Belle époque, nel Vecchio Continente i frutti della pianta venivano consumati proprio insieme a bevande alcoliche, in particolare come aperitivo.

Inoltre, dai piccoli frutti amari prodotti dalla pianta si possono ricavare anche marmellate, canditi o sciroppi. Insomma, i frutti del Citrus myrtfolia possono riservare piacevoli sorprese ed essere utilizzati per numerose e originali preparazioni.

Ma l’uso più diffuso è sicuramente quello di ricavarne il chinotto, che negli ultimi anni ha riconquistato importanti fette di mercato nel settore del food & beverage. Ma la fortuna della bevanda inizia molti anni fa, grazie all’intuizione di un giovane imprenditore italiano, che negli anni del dopoguerra decide di introdurre anche in Italia una bibita dissetante e gustosa, simile a quelle statunitensi che, dopo la Liberazione, iniziavano a circolare nel nostro Paese. È così che inizia l’avventura del Chinotto Neri, una storia ancora attuale.

Il Chin8 Neri, storia di un successo italiano

Originario di Roma, nel 1949 l’appena trentenne Pietro Neri fonda la società Neri, dedita alla produzione di una bevanda che diverrà famosa in poco tempo, grazie alla sua freschezza e al suo sapore originale, frutto di una ricetta segreta che ancora oggi rimane tale, e che viene custodita con gelosia dagli eredi.

Il chinotto nasce proprio nella Capitale, nella zona della periferia sud-est, in particolare a via del Mandrione, una zona all’epoca estremamente periferica, e che oggi è inserita perfettamente nel tessuto urbano, mantenendo la suggestione di una strada cinta dall’Acquedotto Felice.

Nella fabbrica di via del Mandrione, una zona raccontata da Pasolini in molti passi dei suoi romanzi, mentre il padre produceva ghiaccio, nella mente di Pietro Neri si fa largo l’idea di produrre una nuova bevanda appetibile. Ma come fare data la carenza di zucchero? L’estrema dolcezza della saccarina, utilizzata per sostituirlo, rendeva le bibite imbevibili. Il futuro fondatore della Neri trovò la soluzione perfetta: una miscela di agrumi amari e di altre erbe come la ciliegia, l’acerola, la camomilla, la verbena, l’angelica e la betulla.

Nasce così il chinotto, che viene lanciato con il nome di Chin8 Neri, distribuita inizialmente in una semplice bottiglia di vetro, senza etichetta, ma con il marchio dell’azienda in rilievo. La nuova bevanda veniva prodotta nell’impianto di Capranica, una cittadina nella Tuscia a meno di un’ora di macchina da Roma. L’idea era quella di sfruttare l’acqua minerale sorgiva di San Rocco, che faceva da “base” per il Chin8.

Ben presto la nuova bevanda ideata da Pietro Neri ampliò la sua diffusione su tutto il territorio nazionale e non solo, diventando una delle più riconoscibili, proprio per il suo gusto unico e inimitabile. La Neri fu brava ad affidarsi anche ai nuovi mezzi che lo sviluppo tecnologico metteva a disposizione per la pubblicità.

Non solo grandi macchine che giravano per le città italiane con una gigantesca riproduzione tridimensionale delle bottiglie del Chin8 che campeggiava sopra il tettino, ma soprattutto la televisione, arrivata in Italia nel 1954. La Neri occupò gli spazi della famosissima trasmissione Carosello con la pubblicità di ben quattro prodotti: oltre al Chin8 infatti, furono lanciati successivamente l’Aranciosa, la Gassosa e il Limoncedro, segno di una azienda che puntava all’innovazione e all’espansione dei propri orizzonti.

Noti e di successo gli slogan, entrati nell’immaginario collettivo: «Non è chinotto se non c’è l’8» o «Se bevi Neri, ne ri-bevi». La società sponsorizzò anche una squadra di calcio romana, la Società Sportiva Chinotto Neri, in attività dal 1950 al 1957.

Dal Chinotto al Chinottissimo

La Neri, come altre imprese storiche, ha attraversato periodi di grande fortuna e altre di appannamento. Nel 2000 l’azienda con sede a Capranica venne rilevata dalla Chinotto Neri s.r.l., che ha contribuito al rilancio dello storico marchio. Lo stabilimento nella cittadina della Tuscia è stato chiuso il 31 dicembre 2011, con il trasferimento della produzione a Buccino, in provincia di Salerno. Di conseguenza, non viene più usata l’acqua delle sorgenti storiche del comune di Capranica per produrre la bevanda.

Ma questo non toglie nulla al gusto del chinotto, che deve la sua diffusione alla ricetta originale, la quale rimane un segreto custodito dagli eredi. Proprio uno di loro, Simone Neri, nipote del fondatore e proprietario della PNERI S.r.l., ha lanciato il marchio ChinottISSIMO, con cui punta a recuperare la tradizione della bevanda creata dal nonno e che ha accompagnato l’Italia del boom economico.

Simone Neri fa leva sulla ricetta originale, appannaggio della sua famiglia. Sebbene negli anni sia l’azienda che il marchio legati al Chinotto Neri furono ceduti, lo stesso non accadde per la ricetta originale, che rimase un vero e proprio “patrimonio” familiare.

Il ChinottISSIMO non è però solo tradizione: il nuovo prodotto infatti conta l’aggiunta di 53 estratti officinali di erbe, tra cui aloe, echinacea, passiflorea, ribes nero ed estratto di ginseng. Il connubio tra tutte queste erbe permette di esaltare il sapore del chinotto. La bevanda originale viene quindi ripresa e valorizzata, creando una bevanda più ricca e dal gusto originale.

Ma il gusto non è tutto. La nuova bevanda commercializzata da Simone Neri guarda anche alle novità del mercato e soprattutto dei consumatori, sempre più attenti rispetto al passato a coniugare bontà, qualità del prodotto e salute. Il ChinottISSIMO sintetizza tutto questo, grazie all’alta qualità degli alimenti utilizzati e alle sue caratteristiche organolettiche.

Insomma, ChinottISSIMO, anche nella sua nuova formula, ripropone una bevanda impossibile da replicare, che deve la propria unicità proprio al sapiente mix della ricetta originale, che conferisce al Chinotto il suo inconfondibile gusto.

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